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Nella valle dell'Ippari la presenza umana ha lasciato tracce, più o meno visibili, da alcune migliaia di anni, ma i segni più evidenti sono riferibili alla civiltà Greca, insidiatasi alla foce dell'Ippari all'inizio del 6° secolo A.C. con la costruzione della sub-colonia Siracusana di Kamarina.

Una delle vie di collegamento tra Kamarina (e delle altre colonie greche Gela e Agrigento) la cosiddetta via Selinuntina, attraversava la zona meridionale della valle dell'Ippari, per inoltrarsi verso C.da Piombo e giungere alle fonti di S.Silvestro (luogo obbligato di sosta per la presenza di copiose sorgenti).v

Proseguiva per C.da Targena fino a Comiso, da qui si inerpicava per C.da Castiglione, passava per Ibla Heraria e giungeva, attraverso Casmene ed Akrai, a Siracusa.

Testimonianze di ritrovamenti archeologici sono stati segnalati lungo tutto il percorso della suddetta via Selinuntina riferibili, oltre che all'epoca greca, anche ai successivi periodi romano e bizantino sorattutto nelle piccole vallate tributarie dell'Ippari, come la cava di Torrevecchia e di S.Lorenzo).

La storia evolutiva della valle dell'Ippari subisce una accellerazione dopo la fondazione di Vittoria nel 1604 per volere dei conti di Modica che intendevano valorizzare una vasta zona boscosa ed incolta del loro feudo.

Il progressivo disboscamento del territorio portò all'insediamento di nuove colture (riso, canapa, lino) che presto si indirizzarono verso poche colture privilegiate come l'olivo e la vite.

In particolare quest'ultima coltivazione assunse grande valenza economica, se si considera che alla fine del 700 Vittoria già esportava quasi 3000 ettolitri di vino a Malta, mentre verso il 1808 la produzione di vino era ulteriormente aumentata, come scriveva il Balsamo.

La coltivazione della vite, che produceva un ottimo vino rosso apprezzato anche in Francia ed Inghilterra, subì un notevole incremento tra il 1870-1885 in seguito alla distruzione dei vigneti Francesi a causa della filossera (malattia perniciosa che avrebbe presto distrutto anche i nostri vigneti).

In questo periodo il 25% del territorio coltivabile dell'ex contea di Modica era coperto da vigneti e da Vittoria si esportavano ben 300.000 ettolitri di vino.

Il paesaggio agrario nel territorio di Vittoria e dunque nella valle dell'Ippari era una pressochè uniforme distesa di vigneti (simile all'odierna distesa di serre della fascia trasformata).

I caseggiati rurali risalenti al XIX sec. o al primo 900 mostrano, ancorchè diruti, i segni di tale preminente coltivazione con i numerosi palmenti ed opifici sparsi lungo tutta la vallata dell'Ippari e nelle zone vicine.

Molti di questi caseggiati rurali (e relativi opifici o molini), memoria storica del nostro passato, andrebbero attenzionati per un loro recupero in funzione museale per la loro valenza storico-etnografica.


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