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Foto Sicilia - Sicilian Photos

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CARATTERISTICHE DEL PERCORSO: 3 Km, facile, tempo 1 - 1,5 ore,

PERIODO CONSIGLIATO: Tutto l'anno

DESCRIZIONE DEL PERCORSO:

Si parte dallo spiazzo antistante il depuratore, alla fine del lungomare Andrea Doria di Marina di Ragusa e si segue un percorso che si snoda lungo la spiaggia ciottolosa, per circa 500 m, e che si inerpica dolcemente sulla bianca falesia di contrada Maulli.

Lungo questo tratto si possono ammirare varie specie, tipiche della macchia mediterranea, come le palme nane, il timo arbustivo, le ginestre, il finocchio marino e, se il percorso viene effettuato nel periodo primaverile, si possono ammirare le variopinte fioriture stagionali.

Dopo circa un km, la falesia lascia il posto ad una lunga spiaggia sabbiosa, posta all'interno della riserva dell'Irminio, caratterizzata da un magnifico sistema dunale e retrodunale, colonizzato da numerose specie botaniche fra le quali spicca il ginepro coccolone, che in questo luogo assume proporzioni inconsuete (si tratta di piante per lo più secolari).

Arrivati alla foce del fiume, dopo una meritata sosta per ammirare la fauna presente, si hanno 3 possibilità per proseguire l'escursione:

1) ritornare indietro, percorrendo il sentiero che passa dietro le dune e la macchia foresta, fino a ritornare al punto di partenza (attenzione: all'interno della riserva è vietato uscire dai sentieri segnalati);

2) attraversare il fiume e proseguire lungo la spiaggia fino al villaggio di Playa Grande;

3) oppure, dopo aver attraversato il fiume, svoltare a sinistra: seguendo il sentiero che si inoltra in un fitto canneto lungo la sponda del fiume, si giunge all'entrata orientale della riserva, situata in prossimità della discoteca Koala Maxi.

N.B. volendo evitare il percorso a ritroso si consiglia, se possibile, di lasciare il proprio mezzo a Playa grande o al Koala Maxi.

Notizie storiche sulla zona attraversata: la prima parte del percorso comprende il tratto di falesia costiera costituita da terreni alluvionali pliocenici, dove, in antico, sfociava il Paleo-Irminio, mentre la zona retrodunale di contrada Gravina era occupata da estese zone paludose che furono bonificate tra la fine dell'800 e gli anni '20, erano le paludi di "Mazzarelli" dove si coltivava il riso e la canapa.

Le specie botaniche più importanti che si possono osservare sono: la palma nana, il ginepro coccolone, il lentisco, le tamerici e, tra le sabbie l'eringio marino e il giglio di mare.

Varie specie di volatili popolano l'alveo del fiume: gallinelle d'acqua, aironi, folaghe, nitticore, cavalieri d'Italia, falchi di palude ed altre.

Sono presenti alcuni rettili come bisce, ramarri e il famoso colubro leopardino.

Mammiferi: conigli, donnole, volpi, qualche cinghiale e nutrie che nuotano in prossimità della foce.

In antico il regime idrico del fiume era ben diverso da quello attuale che è piuttosto scarso. Fin dall'antichità la foce dell'Irminio venne citata da diversi storici come sicuro approdo per le navi.

La presenza di una stazione commerciale di epoca Greca in contrada Maestro a circa 2 km dalla foce e la coeva "Fattoria delle api" a circa 4 km, ne sono una indubbia testimonianza.

Il corso del fiume era certamente navigabile per alcuni km e Fenici, Cartaginesi, Greci, Romani, Bizantini ed Arabi lo utilizzarono come approdo e come emporio commerciale.

Il nome Maulli viene da taluni fatto derivare dal nome del generale cartaginese Magone, altri lo considerano di derivazione araba (Mahal = luogo di sosta).


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