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Foto Sicilia - Sicilian Photos

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La città sorge sui contrafforti meridionali della montagna iblea, in una zona caratterizzata dal complesso assetto dell' orografia cha comprime i due nuclei maggiori di Ragusa e Ibla tra le profonde depressioni scavate dai torrenti S. Leonardo e S.Domenico, tributari del bacino idrografico dell' Irminio.

Saggi di natura archeologica e la presenza di antichi sepolcri scavati nella roccia suffragano la tesi che il luogo fosse abitato sin dalla preistoria e precisamente dall' età del bronzo.Certamente ne3l luogo sorge l'agglomerato siculo noto quale Hibla Heraea che stabilì relazioni con colni greci provenienti da Camarina, nucleo di fondazione siracusana.


Scarse sono le notizie che si hanno della romana Hibla che venne con tutta probabilità rasa al suolo dai Vandali. Nuovamente edificata da coloni dalmati provenienti da Ragusa che le dettero il nome della madrepatria(VII sec. d.c.), venne rafforzata da una cinta muraria in età bizantina per fronteggiare le ripetute incursioni piratesche dei Saraceni.


Nella prima metà del IX sec. Ragusa cadeva in mano araba. Con l'avvento dei Normanni venne eletta a contea, sul volgere XI sec. ed un secolo più tardi tale istituzione comprendeva anche Modica. Infeudata ai Chiaramonte, passò quindi agli Aragonesi ed agli Henriquez.

Gravemente danneggiata dal sisma del 1542 e poressochè devastata da quello del 1693, conobbe profonde trasformazioni nell'assetto urbanistico. Durante le guerre risorgimentali la città dette un profondo contributo alla lotta contro il potere borbonico.


Nel 1865 con la denominazione di Ragusa Ibla si costituiva un'unità amministrativa che comprendeva la porzione più antica del centro urbano, mentre andava sempre più sviluppandosi la parte nuova, detta Ragusa Superiore.


Nel 1926 si addivenne alla definitiva riunificazione che vide, l'hanno successivo, la nascita della nuova Provincia. La Ragusa dei nostri giorni consta di due nuclei urbani sostanzialmente distinti: presso lo sperone orientale si arrocca Ibla che ha caratteristiche topografiche ed urbanistiche di evidente matrice medievale.

Ad occidente si estende Ragusa che si caratterizza per l'impronta moderna e per la regolarità planimetrica con ampi assi ortogonali.


La città è attiva nel settore industriale ed in particolar modo in quello collegato all'estrazione di petrolio, con preminenza della lavorazione petrolchimica ed una vivace industria plastica, metallurgica ed alimentare.

Molto sviluppate sono le attività artigianali che producono ceramiche decorate con scene di vita siciliana, ferri battuti, ricami e sete lavorati a mano, sfilati, lavori in paglia e vimini. Tra le espressioni più caratterirstiche del folclore locale ricorderemo la processione dei misteri che ha luogo in occasione delle celebrazioni del Venerdì Santo e durante la quale i fedeli recano in processionei " Misteri", sculture che rappresentano la Passione.

La centrale via Roma è tradizionale punto di ritrovo; in una delle strade adiacenti ed in piazza S.Giovanni si concentrano i principali esercizi commerciali.Il mercato settimanale ha luogo il mercoledì in località Selvaggio.L'offerta delle merci va dai generi di abbigliamento, alla biancheria ed agli articoli per la casa.

Vi si trovano generi ortofrutticoli e specialità di tipo alimentare quali il gustoso caciocavallo locale " Ragusano", pepato e non, ed il miele di timo proveniente dalla regione iblea.

Cattedrale - Vigorosa costruzione d'impianto settecentesco, è intitolata a S. Giovanni Battista e domina l'omonima piazza, delimitata da una balaustra marmorea, nella porziona più recente dll'abitato.

L'elegante "facciata" a doppio ordine si sviluppa in larghezza ed è scandita verticalmente, nell'ordine inferiore, da poderose colonne culminanti in capitelli ornati. Ai lati del portale maggiore si trovano delle colonnine binate scanalate, sostenenti un ornato architettonico d'impronta barocca, assai ricco di figurazioni scultoree.

A fianco della facciata si erge l'artistica ed elevata torre campanaria che lulmina in una scultura cuspidata. Sulla crociera svetta la cupola sostenuta da un tamburo poligonale.

L'"interno" è di tipo basilicale e si dispone su tre navate; quelle laterali sono scandite da cappelle dello scorso secolo, ornate da artistici stucchi. Alle spalle della Cattedrale è situata la "Casa Canonica" che presenta interesse per l'eleganza delle linee architettoniche settecentesche.

Chiesa di S. Maria della Scala - Nella parte più orientale di Ragusa, prende il nome dalla suggestiva scalinata che conduce alla Chiesa di S.Maria dell'Itria (XVIII sec.).

S.Maria delle Scale è originaria del Quattro-Cinquecento e venne largamente riedificata dopo il terremoto del 1693, conservando alcune strutture originarie del primo edificio, tra le quali si notano il campanile, il portale e gli avanzi del pergamo.

L'interno, percorso da navate d'impronta gotico-rinascimentale, accoglie (secondo altare destro), in una cappella ristrutturata nel 1500, un bassorilievo fittile della prima metà del medesimo secolo raffigurante una Dormitio Virginis di evidente matrice gaginesca.

Chiesa di S.Giorgio - Capolavoro del Barocco settecentesco, domina con la sua cupola neoclassica il quartiere di Ibla. Il progetto di questo edificio venne elaborato da R. Gagliardi ed ultimato nel 1775. La scenografica facciata aggetta su una scalinata e si caratterizza per il triplice ordine, scandito in senso verticale da colonne e ornato da motivi scultorei e fioriti.

Annoverata tra le più belle costruzioni religiose di questa porzione della Sicilia, reca un interno tripartito e separato da pilastri. Nella Sagrestia si possono ammirare il prezioso tesoro ed alcune figurazioni scultoree della bottega dei Gagini.

Chiesa di S. Giuseppe - Anche questa costruzione di Ibla si caratterizza per l'ornato della facciata barocca che richiama motivi già presenti in S. Giorgio. Anch'essa è opera dell' architetto Gagliardi. L'interno, dalla singolare pianta ellittica, propone motivi tipici del XVIII sec. Tra le varie opere d'arte è notevole il simulacro del Santo titolare, raffinata scultura del XVI sec.

Chiesa di S. Giorgio Vecchio - E' posta nelle vicinanze dell' accesso al Giardino Ibleo. Il pregevolissimo portale di fattura Gotico-Catalana è databile dalla seconda metà del XV sec. e costituisce l'avanzo più cospicuo di quello che un tempo fu l'edificio religioso più notevole di Ibla.

Chiesa dei Cappuccini Vecchia - Sorge all'interno del Giardino Ibleo è conserva tre notevoli tele attribuite a Pietro Novelli e una tavola del XVI sec. Nel medesimo giardino pubblico è la Chiesa di S. Domenico caratterizzata da un bel campanile in maiolica.

Chiesa dell'Immacolata - Originaria del XIII sec., venna realizzata assieme al Monastero dei Frati Minori e fu in seguito ristrutturata a più riprese. La Chiesa, conosciuta un tempo come S. Francesco, presenta un bel campanile e un portale del periodo svevo.

Palazzo Donnafugata - Tra i più notevoli testimoni di edilizia settecentesca, ospita all'interno la Collezione privata del Barone Arezzo. Tra le opere pittoriche (si segnalano quelle attribuite allo Spagnoletto ed al Caravaggio) spicca la Madona col Bambino che molti ritengono opera di Antonello da Messina, altri di Antonio Solaro. Altre tele sono di artisti fiamminghi; vi sono poi supellettili di pregio, vasi e ceramiche, alcune delle quali di provenienza orientale.

Palazzo Cosentini - Tipica espressione di architettura barocca, si caratterizza per le sagome dei pensoloni dei balconi.

Palazzo Battaglia - La sua particolarità risiede nella diversa disposizione delle facciate che sono stilisticamente assai differenti tra di loro.

Ponte dei Cappuccini - Le elevate campate a doppio ordine (prima metà del XIX sec.) sono una nota caratterizzante del panorama della città nuova e contrastano visibilmente con le linee moderne delle costruzioni di più recente impianto attorno alla Cava di S. Domenico.

Museo Archeologico Ibleo - Istituito negli anni Sessanta presso locali sistemati sotto l'Hotel Mediterraneo, ospita reperti ordinati per criteri cronologici e topografici rinvenuti nel territorio provinciale.

La Sezione I è dedicata ai materiali relativi all'archeologia preistorica, con reperti databili dal Paleolitico al periodo del Bronzo, del quale si osservano le documentazioni della facies del Castelluccio.

La Sezione II ci mostra i reperti rinvenuti presso l'insediamento ellenico di Camarina, con abbondanza di corredi funerari dalle antiche necropoli, reperti fittili da una fornace del V-III sec. a.C. e ceramiche greco-romane.

Nella Sezione III sono ordinati i materiali dalle sedi sicule del periodo arcaico e di quello classico, con particolare riferimento a Monte Casasia, e documentazioni rinvenute nelle necropoli di Rito e Castiglione.

La Sezione IV è relativa ai rinvenimenti affiorati nelle sedi ellenistiche; si notino i reperti di Scornavacche e la fedele ricostruzione di un laboratorio ceramico, realizzato con l'impiego di materiali originari.

Nella Sezione V sono ordinate le testimonianze sulle sedi dal periodo romano in poi; di grande interesse sono i decori musivi di un luogo di culto paleocristiano rinvenuti a S. Croce Camarina, i reperti provenienti da Caucana e le iscrizioni di Comiso. Nella Sezione VI sono custoditi reperti di varia estrazione.

Le miniere di asfalto e di petrolio, poco fuori della città, rivestono un grande interesse e sono parzialmente a cielo aperto o in galleria. Nel circondario sono operative le strutture della petrolchimica ANIC. Nella zona è visibile una latomia con tracce di antichi sepolcreti cristiani databili dal IV-V sec.


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