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Comiso

Comiso fu abitata fin dall'antichità e, per quattrocento anni, feudo della famiglia Naselli ( dal 1453 al 1812). Molto importanti sono le attività artigianali di questa zona; tra di esse occupa un posto di rilievo la lavorazione della pietra dura calcarea (molto simile al marmo) conosciuta come la "pietra di Comiso" che, impiegata nell'edilizia, è molto apprezzata in Italia ed all'estero. Alla piccola industria si affianca anche una ricca produzione ortofrutticola.

In questi luoghi furono impiantate dai Siculi delle officine di selce, che qui veniva estratta, lavorata ed esportata.

Nella zona collinare si sono trovate numerose tracce di insediamenti umani molto antichi dell'epoca neolitica ed neolitica; gli studiosi pensano che in seguito alla colonizzazione greca, nella località del Cozzo di Apollo, abbia avuto origine la misteriosa Kasmenai, la mitica città che fonti storiche vogliono sia stata edificata fra Kamarina e Akrai.

Tra i siti archeologici di questa città potrete ammirare anche numerosi resti di costruzioni greche e romane, particolarmente significativo il resto di un mosaico pavimentale romano trovato nei pressi della "Fonte Diana".

Il casale di "Comicio", denominato poi "Jhomiso", si cominciò a delineare con l'arrivo dei Bizantini che, dopo avere scacciato le orde barbariche, cinsero la città di mura e dentro di esse i nuclei abitativi cominciarono a formarsi numerosi.

Grazie anche alla volontà della famiglia Naselli nascono a Comiso i primi opifici industriali che le daranno un notevole impulso economico; i più importanti furono i saponifici (costruiti nel 1742 da Filippo Sallemi e Biagio Guarino che avevano imparato l'arte dai maestri saponari messinesi) e la cartiera costruita nel 1729, che sfrutta le acque del fiume Ippari.

Visitando la città potrete ammirare sulla piazza del municipio la "Fontana di Diana", la quale raccoglie, per mezzo di un bacino, le acque che andavano ad alimentare un bagno di età romana (II sec.), le cui tracce si trovano sotto l'attuale municipio.

Il mosaico pavimentale che rivestiva la sala è conservato nella biblioteca comunale. Oggi altre parti di mosaico pavimentale e terme sono state riportate alla luce e sono visibili lungo il tratto di strada che congiunge piazza Fonte Diana a piazza delle Erbe.

Molto importante è anche il Castello Naselli; questa costruzione è di origine gotica, molto belli sono i due portali e la torre a pianta ottagonale, decorata da affreschi trecenteschi e ricavata, pare, da un precedente battistero di età bizantina.

Interessanti e suggestive sono anche la "Chiesa Madre di Santa Maria delle Stelle", con la facciata che si innalza con doppio ordine di paraste; la chiesa tardo settecentesca della "Santissima Annunziata" con l'armoniosa parte absidale e il pregevole campanile; la "Chiesa di San Francesco" che è stata arricchita nel 1517 della cappella Naselli, esempio significativo di architettura siciliana in cui confluiscono numerosi stili.


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