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Foto Sicilia - Sicilian Photos

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Chiaramonte Gulfi

Questo grazioso paesino viene definito "il balcone di Sicilia", infatti non solo dalla suggestiva e ben curata "Villa Umberto", ma da ogni balcone e terrazza della città si può dominare uno dei panorami più ampi della Sicilia, da Gela all'Etna, con tutta la valle dell'Ippari e i suoi paesi: Comiso, Vittoria, Acate, Gela e le dorsali degli Erei fino a Caltagirone, oltre ad una bella fetta del mare d'Africa e gli lblei.

Una delle attività turistiche più apprezzate di questo territorio è sicuramente quella legata alla pineta e a tutta l'opera di rimboschimento iniziata nel 1963 e che costituisce sicuramente una notevole fonte di interesse economico per il flusso turistico richiamato da queste zone di verde e dall'aria salubre.

Molto interessanti e depositarie di antiche storie e leggende sono le bellissime chiese di questo paesino; in piazza Duomo potrete visitare la "Chiesa Madre S.Maria La Nova", in stile gotico; in direzione nord, a circa 3 km di distanza, trovate il "Santuario di Gulfi", unico edificio rimasto dell'originario centro, dove si venera la Madonna di Gulfi.

Ancor prima di entrare in paese, venendo da Ragusa, potrete visitare il suggestivo "Santuario della Madonna delle Grazie", circondato da un'invitante pineta; particolare é la "Chiesa di San Filippo", con la Cappella del Rosario, e "l'Arco dell'Annunziata", unica porta superstite, che vi permette di avere un piacevole scorcio della "Chiesa di San Giovanni".

Questo paesino posto nei pressi del Dirillo, fu fondato dai greco-siracusani verso la prima metà del VI sec. a.C. come stazione carovaniera, lungo la via interna che univa Siracusa a Gela e quindi ad Agrigento e Selinunte. Il suo nome originario fu "Akrillai" e, dopo essere stata distrutta dagli Arabi, i superstiti si rifugiarono nei pressi del monte Arcibessi e ricostruirono un nuovo centro abitato, che prese il nome di Gulfi.

Nel 1299 Gulfi fu distrutta dagli Angioini ed i suoi abitanti, fra cui donne e bambini, furono massacrati in maniera raccapricciante. Manfredi Chiaramonte dopo avere cacciato gli Angioini dalla Sicilia, raccolse i superstiti di Gulfi e ricostruì una città in un luogo più alto, la cinse di alte mura, le costruì un castello a difesa e le mise il nome del suo casato, "Chiaramonte".

Nei pressi di Chiaramonte Gulfi sono state scoperte anche alcune stazioni preistoriche del neolitico dove sono stati rinvenuti scheletri e ceramiche con ornamentazioni e graffiti dell'etá dei metalli (II millennio a.C.).

Molto importante è il sito archeologico dell'abitato di "Scornavacche" dal quale sono venuti alla luce molti reperti di inestimabile valore che trovate esposti nel Museo Archeologico lbleo di Ragusa.

La caratteristica principale di questo insediamento é il ritrovamento frequente di piccoli forni per la cottura dell'argilla e di tutti i derivati di questa attività; nel Museo Archeologico di Ragusa potrete ammirare anche una di queste fornaci, completamente ricostruita.


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