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Foto Sicilia - Sicilian Photos

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CARATTERISTICHE DEL PERCORSO: da 2 a 6 km, agevole, durata da 45' a 2,5 h
PERIODO CONSIGLIATO: A:( Ottobre - Novembre ), B:( Aprile - Giugno )

Chi si addentra nella Cava della Misericordia, una delle tante che incidono profondamente il tavolato calcareo ibleo, non può non rimanere colpito, oltre che dal silenzio e dal senso di solitudine che pervade la valle, dalle tante testimonianze che l'operosità dell'uomo vi ha impresso nel corso dei secoli.

Testimonianze che mostrano purtroppo un desolante degrado, frutto dell'abbandono da parte dell'uomo. La natura lentamente, ma inesorabilmente, si riprende ciò che le è stato sottratto.

La vegetazione, in alcuni casi, ha già quasi ricoperto e fagocitato molti manufatti. Tuttavia un occhio non disattento può riscoprire alcuni tratti del sapiente sistema di canalizzazioni, che, prelevando l'acqua dal fiume, la convogliava verso le macine dei numerosi mulini, abbarbicati lungo gli scoscesi versanti, oppure verso gli orti ricavati attraverso una sapiente opera di terrazzamento, dopo aver strappato la poca terra alle aride pendici della valle.

Nel panorama della cava balzano all'occhio il fitto intreccio di muri a secco, e le mulattiere, che sfidano l'orografia del suolo, scendono decise verso i mulini, dove i massari dell'altopiano, in passato, accorrevano per macinare il proprio frumento e, a volte, per rifornirsi di verdura durante la lunga stagione siccitosa.

E' possibile intravedere, quasi sospeso tra la fitta vegetazione del fondo-valle e le precipiti rocce soprastanti, i ruderi di un antico romitorio: Santa Maria della Misericordia, appunto. Il luogo oggi, come in un remoto passato, invita alla meditazione.

Alcuni dei tanti mulini della cava andrebbero recuperati e ristrutturati per accogliere visitatori, mentre l'Azienda Forestale, che negli ultimi decenni ha realizzato un esteso rimboschimento con specie arboree di facile accrescimento (pini), dovrebbe finalmente dare spazio alla fitta vegetazione spontanea rappresentata da bagolari, salici, platani, pioppi, querce ormai sopraffatti quasi ovunque dall'invadente pineta.

Melograni, fichi, noci, carrubi, mandorli, loti e agrumi ormai inselvatichiti rappresentano la residua testimonianza della laboriosa presenza dell'uomo. Una numerosissima colonia di nere taccole trova rifugio negli anfratti rocciosi presso la testata ovest della cava, in prossimità della sorgente della Misericordia, le cui acque venero captate negli anni '30 e convogliate nell'acquedotto di Ibla.

DESCRIZIONE DEL PERCORSO:
Si può partire da Piazza della Repubblica P (Archi) ad Ibla seguendo, almeno nella parte iniziale, tre possibili itinerari per raggiungere il fiume S. Leonardo (vedi mappa).

Il percorso A è il piu' breve: si scende per la scalinata che passa per la vecchia filanda fino a raggiungere il corso del S. Leonardo, che bisogna attraversare camminando sui massi emergenti (attenti a non bagnarsi!).

Il percorso B. sebbene piu' lungo risulta piu' suggestivo: ci si dirige verso via Ugolino, passando vicino alla chiesa di S. Rocco fino ad arrivare a due vecchi mulini; si prosegue attraverso il S. Leonardo passando su una passerella in cemento, quindi si ritorna indietro fino ad incrociare una trazzera (Punto D).

Il percorso C prevede la discesa utilizzando la caratteristica scalinata che da via del Mercato arriva fino ad un ponticello sul S. Leonardo.

Dal (punto D) si percorre il sentiero che, salendo lungo il versante nord della Cava del S. Leonardo, sbocca, dopo circa 1 km di cammino, in una strada asfaltata. Si continua per un centinaio di metri lungo tale strada fino al (punto H), si svolta a sinistra imboccando una trazzera che scende verso la cava e attraversa per quasi tutta la sua lunghezza.

Una minuscola sorgente sgorga dalle rocce a pochi metri dal cancello, che fa da ingresso all'area demaniale dall'Azienda Forestale.

Oltrepassando il cancello, dopo un centinaio di metri si può scendere per un sentiero non sempre agevole, fino al ruscello, che scorre fra i ruderi di due vecchi mulini (vedi foto 4).

Con un po di attenzione si riesce ad individuare parte del complesso sistema di opere idrauliche che servivano a captare le acque del ruscello e convogliarle fino alle "ruote" dei mulini.

Si risale verso la trazzera e si prosegue per circa 1 km. (circa 15' di cammino) fino a giungere nei pressi di un'area che la forestale pare voglia attrezzare per accogliere i visitatori: un vecchio mulino contornato da muretti a secco; i canali di distribuzione delle acque, i terrazzamenti ed una fitta vegetazione concorrono a rendere piacevole questo angolo incontaminato della cava.

Nel fondovalle il ruscello riempie le cavità calcaree creando pozze di acqua limpidissima. Continuando il percorso per un altro Km. circa si arriva alla ..prima biforcazione.. della cava; un sentiero scende giu' fino alla confluenza (punto M) di due ruscelli che qui uniscono le loro limpide acque e vanno a scomparire tra un'imponente ed intricata vegetazione fluviale.

I piu'volenterosi, da questo punto, potranno risalire verso il versante est della cava per un centinaio di metri, fino ad intercettare l'acquedotto che porta le acque della sorgente misericordia fino ad Ibla; seguendo il sentiero che costeggia la condotta arriveranno fino ai ruderi dell'antico romitorio di Santa Maria della Misericordia, (punto R) oppure potranno effettuare una visita alla "mitica" Grotta del Gigante

N.B. Chi volesse abbreviare il percorso utilizzando il proprio mezzo di locomozione può percorrere la S.P. per Giarratana fino al passaggio a livello subito dopo la stazione FF.SS. di Ibla.

Svoltando a sinistra si imbocca una stradina asfaltata e tortuosa, la si percorre per circa 1.5 Km, fino al primo bivio: si scende verso sinistra per una strada molto ripida, fino ad imboccare la trazzera che si inoltra nella cava (punto h).


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