Scegli qui la tua casa vacanza








Foto Sicilia - Sicilian Photos

© Iblei.com






Palazzo Beneventano, al centro della città settecentesca, è il monumento più rappresentativo di Scicli.

In puro stile barocco, A.Blunt lo ha definito “forse unico in Sicilia per decorazione fantastica”.

L’edificio è impostato ad angolo su un’area di 300 metri quadrati, con due prospetti.

Figure grottesche, sinistramente caricaturali, sostengono alcuni balconi; dei mascheroni sovrastano le finestre, caratterizzando ancora di più lo stile dell’edificio.

La Chiesa di S. Bartolomeo Sorge al centro della cava omonima ed è molto suggestivo il rapporto tra la facciata barocca e le grigie rocce che la sovrastano a destra e a sinistra.

L’interno è ricco di stucchi, dorature, arredi sacri, che si inseriscono nella tradizione settecentesca. Nella sagrestia si conserva un pregevole quadro del Mattia Preti “La Deposizione” (sec.XVII°).

L’ opera comunque, più importante conservata nella chiesa è il presepe monumentale, risalente al ‘500, ma la fisionomia attuale è del ‘700. E’ tra i più belli ed importanti di tutta la Sicilia.

Via Francesco Mormina Penna, anche se non eccessivamente lunga, è tra le strade più belle della città, per la sapiente integrazione tra architetture ecclesiastiche e palazzetti nobiliari.

Fanno da quinte scenografiche tre bellissime chiese: San Giovanni, San Michele e Santa Teresa che vengono a comporre, in una successione sorprendente, uno spazio urbanistico originale.

Anche gli interni di queste tre chiese sono ricche di stucchi, grate in ferro battuto, dorature, elementi architettonici che richiamano alla mente il clima mistico dei secoli XVIII e XIX.

All'interno di San Giovanni un quadro particolare “Cristo in gonnella” di scuola spagnolesca. Da ammirare anche, il Palazzo Spadaro coi balconi panciuti e Palazzo Bonelli (gli interni).

La Chiesa e Convento del Carmine costituisce uno degli elementi qualificati dello spazio urbano di Scicli. L’origine dell’edificio e della chiesa omonima va dai primi del Settecento agli ultimi decenni del sec. XVIII. Nel cortile da segnalare alcuni mascheroni come chiavi d’arco e due nicchie sopra i balconi.

L’edificio è concluso da un unico cornicione, sovrastato da una balaustra leggera e ariosa. La chiesa sorge su una preesistente detta di S. Giacomo, distrutta dal terremoto del 1693. L’interno offre soluzioni spaziali molto interessanti.

a Chiesa di S. Matteo è posta sul colle omonimo, che domina la città, era l’antica chiesa madre di Scicli. E’ a pianta basilicale, a tre navate, conclusa da tre absidi rettangolari. La facciata, tripartita, è a due piani.

Visivamente, la chiesa si pone come il fulcro della città bassa. Il luogo su cui sorge è lo stesso sul quale era esistita la precedente chiesa che, secondo storici locali, si vuole far risalire al periodo normanno.

L’ attuale edificio si colloca verso la metà del sec. XVIII e fa parte integrante dello spazio scenografico e monumentale di Piazza Italia. La facciata richiama lo stile barocco ed è ricca di statue e di sculture. Due campanili a forma di parallelepipedo rettangolo si trovano sopra lo spazio delle navate minori.

All’interno interessanti quadri (Pascucci), l’arca di S. Guglielmo, contenente le reliquie del santo e la statua in cartapesta della Madonna a cavallo.

Palazzo Fava costituisce un classico esempio di architettura barocca del ‘700 dal grande portale ai bellissimi balconi. Sorge in Piazza Italia e fa ad angolo con la via S. Bartolomeo.

La Chiesa di S. Maria La Nova in stile neoclassico, risale al sec. XV ma l’attuale edificio è del 1816. All’interno una “Madonna della neve” di scuola gaginiana e sull’altare maggiore una grande pala “Natività della Vergine” attribuita a Sebastiano Conca. Dietro la chiesa si può visitare l’Eremo di San Guglielmo. Affascinante il quartiere tutt’intorno.

La Chiesa della consolazione è un antico tempio dedicato prima a S. Tommaso. L’edificio coagula e focalizza i tratti salienti di un’architettura minore. La facciata rispecchia uno schema classicistico. All’interno un simulacro che si fa risalire al ‘500 “Cristo alla colonna”. Sul lato destro c’è un portale tardo-rinascimentale.



© Teknadoc Italia tutti i diritti sono riservati