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Foto Sicilia - Sicilian Photos

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Le origini di Modica sono antichissime, infatti i primi insediamenti umani risalgono al periodo eneolitico ma forse anche quando i Siculi, prima della venuta dei Greci, crearono la loro autonoma civiltà, favoriti dalla conformazione e fertilità del terreno, dalla ricchezza della vegetazione e dall’ abbondanza dei corsi d’ acqua.

Bufalino descrive Modica “un paese in figura di melagrana spaccata; vicino al mare ma campagnolo; metà sparpagliato ai suoi piedi; con tante scale fra le due metà, a far da piaceri, e nuvole in cielo da un campanile all’ altro trapelate come staffette dei cavalleggeri del re”. Il nome, che nel tempo assume forma come Motica, Motyca, Mohac, Modicha, fa pensare ad un’ origine fenicia.

Modica fu antichissima sede dei Siculi; ne è testimonianza la presenza di “grotte a forno”, necropoli che a cominciare dalla valle di Cava d’ Ispica si notano nel suo territorio fino alla roccia che fiancheggia molta parte del suo abitato.

Motuca sotto il dominio romano dal 270 al 212 A.C. godette di bellezze e splendore, infatti appartenne all’ agro pubblico ed era uno dei 34 comuni della Sicilia cui veniva imposto l’ obbligo di fornire ogni anno a Roma la decima parte dei suoi prodotti agricoli.

Dopo il periodo romano la città è nominata nei documenti arabi sotto forma di Mudigah, dove è detto che le rocche furono espugnate dai musulmani contro i bizantini intorno al 844-845 e sotto la denominazione araba fu un centro agricolo notevole con il nome di Moak.

La denominazione araba durò poco più di due secoli; dopo subentrò il periodo dei normanni e Modica in questo periodo meritò l’onore di essere proclamata capitale di una delle più grandi Contee del Mezzogiorno d’Italia.

Durante i sette secoli che seguirono, la Contea di Modica vantò illustri famiglie tra le quali possiamo ricordare Mosca, Chiaramonte, Cabrera ed Henriquez.

Nel secolo XV Modica ebbe grande importanza politica tanto da innalzarsi al di sopra di tutti gli altri feudi della Sicilia e costituire quasi un piccolo stato “regnum in regno”. Modica emerse anche nel campo dell’arte come dimostrano gli insigni monumenti, dei quali è pervenuta a noi una piccola parte a causa del terribile terremoto del 1693 che distrusse più di mezza città. Tra i monumenti dell’epoca che rimangono ancora oggi inalterati sono da ricordare la Chiesa del Carmine, l’Oratorio di San Giacomo, il portale De Leva. In queste tre opere domina lo stile gotico che è stato lo svolgimento naturale del carattere romanico.

Nel 1700, dopo il terribile sisma, si manifestò in Sicilia il fenomeno del barocco, che influenzò architetti e capomastri di Ragusa Ibla, Modica e Noto. Queste città si abbigliarono di splendide chiese, di straordinari palazzi e scenografiche piazze.

La città di Modica ha una posizione topografica molto particolare, infatti per le sue bellezze paesaggistiche ed architettoniche nel 1987 è stata inclusa tra i “Cento Comuni” della piccola grande Italia.

Secondo la descrizione fatta da Salvatore Minardo nella sua “Modica Antica”, la città “giace sul fondo di tre anguste e rocciose valli, dalle pareti più o meno a strapiombo, dove gli interminabili edifici costretti per la ripidità dei pendii ad aggrapparsi convulsamente alle rupi gli uni dietro gli altri come gli alberi di una selva su per le pendici di un monte formano un immenso scenario sorprendente”.

E’ divisa in due nuclei urbani: Modica Alta e Modica Bassa; negli ultimi decenni la città si è espansa anche su altri speroni:la Sorda, Monserrato e la collina dell’ Idria.


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